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Posts Tagged ‘inglese’

Social media e il settore turismo – coppia perfetta! Ma la capacità di engagement in inglese stretto?

venerdì, gennaio 27th, 2012

Ragazzi si parte! L’approccio verso i social media degli albergatori, ristoratori, gestori dei musei, proprietari dei locali, il management dei luoghi di cultura, e tutti quei settori coinvolti in qualche maniera nell’economia del turismo in Toscana è in evoluzione.  Sono settori praticamente nati per esistere sui social media; settori B2C piacevoli e divertenti – si parla di vacanze, di tempo libero, di divertimento, di benessere e fa proprio piacere parlare di questi argomenti. In più spesso i clienti target (stranieri/giovani) sono già molto preparati all’utilizzo dei social networks.

 

E ci vogliono veramente ore per portare risultati concreti su un account social media creando interazione,  partecipazione, ENGAGEMENT.

Ora, fare tutto questo nella TUA lingua è un conto. Farlo in inglese è davvero un altro paio di maniche! L’arte di arrangiarsi con solo 30 parole, due risate e un sacco di gesti va benissimo quando il cliente è davanti a te. Ma sui social media? Molto meno “arrangiarsi”, e molto più “arte”!

La solita risposta al prima commento è “Us too. See you then” (tanto vale scrivere, “si ho capito, tanto la prenotazione ce l’ho io, ci vediamo a settembre” e la conversazione finisce).

Invece in questo caso l’azienda fornisce informazioni utili per la stagione della visita, nomina una specialità locale di (quella) stagione, suggerisce un’attività molto interessante e indirizza il cliente a leggere un altro suo post pertinente.

L’azienda si dimostra autorevole e informata, disposta a condividere la sua conoscenza e genera una conversazione che sarà letta da molte persone e non soltanto dal singolo utente che interagisce direttamente.

 

Questo si che è engagement. Obbravi!

 

L’inglese non è facile – è diverso!

lunedì, dicembre 13th, 2010

Quante volte l’abbiamo sentito  … “l’inglese è una lingua facile … mica come l’italiano che è complesso”.

FALSO … è semplicemente molto diverso.

L’inglese (a differenza dell’italiano) è flessibile, dinamico, fluido, idiomatico, funzionale, preciso, essenziale ed ha una struttura negoziabile.

L’inglese:

  • a giugno 2009 ha registrato la milionesima parola (web 2.0) (in italiano ci sono circa 160,000 parole)
  • non è controllato da nessuna autorità (come il francese, circa 100,000 parole)
  • lo sviluppo di questa lingua nasce dai popoli di circa 120 paese mondiali; una parola nuova in inglese viene registrata ogni 98 minuti
  • circa un miliardo e mezzo di persone parlano inglese (compreso 250.000 cinesi) come prima, seconda lingua, o come lingua “business”

Ma tutto questo non fa dell’inglese una lingua facile, ma una lingua costruita con dei mattoni e regole del gioco assolutamente diversi da quelli impiegati per la lingua italiana.

E allora? Il significato di tutto questo? Per chi vuole comunicare con “il mondo” c’è solo una lingua – l’inglese. E c’è solo un mezzo – il web.

(continua…)

Linkedin arriva in Italia… e a Firenze?

mercoledì, aprile 28th, 2010

Qualche giorno fa il web è stato “invaso” dalla notizia della traduzione in italiano di Linkedin.

Con oltre 65 milioni di membri in tutto il mondo e quasi 15 milioni in Europa, Linkedin è uno strumento online per professionisti, dove poter condividere informazioni, idee e opportunità lavorative. Una piattaforma sociale dove inserire il proprio CV – mantenendolo sempre aggiornato, aderire a gruppi, partecipare a discussioni, trovare e offrire lavoro. La caratteristica, fino ad oggi, di essere solo in inglese è stata discriminante e limitante per chi non aveva padronanza con questa lingua. Adesso troveremo più contatti? Ci “connetteremo” con più persone interessanti? Dipende! Per molti il problema non era la lingua, ma il social network in sé. E forse è questo il vero problema.. Non essere su Linkedin, non mostrare le proprie esperienze e capacità ti “taglia fuori” e, visto il momento, ti lascia indietro.

Io un’idea per aiutarvi a conoscere Linkedin l’avrei ….

E tu che lavoro fai?

martedì, ottobre 20th, 2009

Chissà perché una delle prime domande quando si conosce una persona è “Che fai di bello nella vita?” o “Tu che lavoro fai?”.

E non c’è niente di strano fino a quando ti senti rispondere “avvocato, impiegato, ingegnere..”

Ma quando la persona davanti a te risponde: “Io sono un user experience architect” o “web trainer” o ancora “infobroker” potrebbero seguire dei momenti di imbarazzo.

Imbarazzo perché ti senti un po’ ignorante a chiedere spiegazioni, perché conosci l’inglese – ma queste parole insieme non ti dicono nulla, imbarazzo perché la qualifica è stata pronunciata con tanta soddisfazione e orgoglio che non vuoi ferire chi ti sta davanti.

Come fare allora?

Annuire ed esclamare: “Che bello! Deve essere interessante!” ed appena possibile cercare su Google, o farsi coraggio e chiedere chiarimenti, rischiando di fare una brutta figura.

Per cui, la prossima volta che vi viene chiesto del vostro lavoro, rispondete in modo che il vostro interlocutore capisca e non si senta costretto ad annuire per gentilezza.


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