Son tutti frontisti o è colpa di Google?

Da qualche giorno Via di Peretola è chiusa al traffico. L’interruzione è poco più avanti della nostra sede, andando verso Firenze, praticamente nel punto in cui Via della Villa Nuova sbocca in Via di Peretola.

Questa interruzione ha generato un problema. No, non è come pensate; noi siamo contenti che Via di Peretola sia chiusa al traffico: c’è meno smog e nessuno abbatte i paletti che delimitano il marciapiede – la piaga più grossa di Via di Peretola (quelli che abbattono i paletti, intendo). Il problema è un altro. Da quando la strada è chiusa il traffico è raddoppiato. Vi chiederete: com’è possibile? Semplice. Le macchine vanno verso Firenze esattamente come prima, solo che ora tornano anche indietro.

Lì per lì ci siamo chiesti, ma che son tutti frontisti? Infatti il cartello che sta all’inizio di quel tratto di Via di Peretola parla chiaro: strada chiusa per tutti, eccetto frontisti e residenti.

Ora, i residenti per lo più in orario di ufficio sono altrove, quindi, come avrebbe detto Lubrano, la domanda sorge spontanea. La prima reazione è stata quella di stigmatizzare i comportamenti di oggi, la tipica cultura italiota del “fatta la legge, trovato l’inganno” secondo la quale anche se c’è un divieto generalmente si passa lo stesso.

Poi si è accesa la lampadina, perché la nostra ormai è una società 2.0 e forse la Toscana è particolarmente all’avanguardia in questo senso. Infatti ecco svelato l’arcano: la Google Map non è aggiornata!

Avrebbero dovuto fare un evidente segno visivo

e finalmente quei 150 metri che ci separano dalla Latteria in cui quotidianamente andiamo a prendere il caffè (o meglio i caffè), sarebbero diventati una piacevole passeggiata!

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