In missione per conto di Pìol

Questo post potrà sembrare blasfemo, quindi consiglio ai più sensibili di cambiare blog

Elserino Piol (LUI) ha iniziato a diffondere il verbo del Venture Capital (VC) già dagli anni ’80. Inizialmente in aziende USA perché quelle italiane non capivano di cosa si stesse parlando e nell’Italia da bere non si facevano troppe domande.

Il verbo:

  • le banche devono pensare a gestire bene i soldi e non a lanciarsi in improbabili investimenti di cui non hanno la capacità e le competenze per capirne la portata;
  • il VC non investe in aziendine da passare in eredità al figlio, ma in aziende che puntano ad essere quotate in borsa;
  • il VC non investe in idee innovative ma in persone innovative: soldi in capitale umano che ha buone idee;
  • nell’High Tech chi ha l’illuminazione è un tecnico innamorato della sua idea di cui spesso e volentieri è l’unico a capirne l’utilità e il significato.
  • manca la formazione imprenditoriale, competenze comunicative e in cultura dell’innovazione;
  • guai a confondere VC con Private Equity perché fedele al suo ruolo LUI lancerà strali e fulmini, e la sua ira ricadrà su di voi.

La parabola: un dì Gianluca Dettori espone un suo progetto: parlare di musica e di tutto quello che le gira intorno su internet, on line…”cazzate”, tuona LUI. Però il ragazzo è convinto l’ha presentato bene ed ha un passato all’Olivetti. Vale la pena investire sul giovane. Per dire come è andata a finire bastano due nomi Vitaminic e Dpixel

Presente a Economia3 a Prato ho fatto notare che ancora una volta in sala non c’erano le aziende e che tutti questi discorsi ce li stavamo facendo tra “addetti ai lavori”. “In verità” mi disse “…dovete insistere, dovete andare nelle aziende formare e informare perché senza Innovazione e Venture Capital non si va da nessuna parte…”

Dopo questa investitura la missione continua più convinta che mai!

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