In attesa del teletrasporto

Avete presente la sala teletrasporto della nave stellare USS Enterprise (NCC-1701-D), in Star Trek: The Next Generation? L’Enterprise D è un’astronave di classe Galaxy entrata in servizio nella seconda parte del 24° secolo.

Chi se la ricorda, bene, tutti gli altri devono aspettare almeno tre secoli.

Eppure sembra proprio che sarà la generazione attuale a poter godere di un primo step di avvicinamento al teletrasporto. Infatti sempre più spesso si sente parlare di teleconferenze, telelavoro e quantaltro.

Al di là delle facili battute del Prof De Masi vate del telelavoro e “profeta dell’ozio” (nella sua accezione latina, ovviamente) secondo il quale i manager soffrono della sindrome di Clinton: hanno bisogno di avere le stagiste vicine, sono ancora troppe poche le aziende illuminate che ne usufruiscono (2 su 10).

Per chi pensa: “che ti pareva i soliti bamboccioni! non vogliono abbandonare i genitori per sposarsi, figuriamoci per lavorare”, ecco quello che può leggere in una indagine della Easynet Global Services. “Un manager su due ritiene che lo stress accumulato durante le trasferte può, a lungo termine, avere effetti destabilizzanti sul benessere e sull’equilibrio familiare”.

Il concetto è insindacabile anche chiudendo gli occhi sui costi indiretti determinati dall’impatto negativo che lo stress e la tensione hanno nella vita delle persone; al termine trasferta corrisponde una chiara voce di costo nel conto economico!

Gli strumenti tecnologici non mancano e buona parte sono OpenSource, ma ancora una volta il cambiamento prima che essere tecnologico deve essere organizzativo e culturale.

Italia se ci sei batti un colpo, e trova una alternativa alla strisciata del badge!

MRS. SPOCK

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