Geek o Keeg?

Geek o Keeg? Utonto confermato? – il digital gap tra le generazioni

Keeg – Contrario – sia nel senso di lettura al contrario (geek letto da destra a sinistra) che nel suo significato – del vocabolo geek vuol dire non accettare, non usare la tecnologia, dunque provare fastidio anche verso i geek ovvero coloro che al contrario dimostrano abilità e maestria per tutto ciò che è tecnologicamente innovativo, come internet ad esempio. I keeg non usano il computer, non adoperano internet, non accettano la realtà della comunicazione via mail e non sono neppure in grado di utilizzarla. Un sinonimo di keeg è dummy, ma la condizione del dummy – imbranato, principiante – è temporanea e può cambiare con l’applicazione; il keeg invece è uno che sceglie il suo stato consapevolmente. In italiano si rende ironicamente anche con la parola utonto, ovvero “utente tonto”.

Sapere.it

Noi siamo Geek. Ma spesso ci troviamo a lavorare con i nostri clienti Keeg/Utonti. Per l’amor del cielo, gente brava, gente simpatica, gente anche qualificata e competente nel proprio ramo professionale – ma assolutamente negata nei confronti della tecnologia per le comunicazioni di oggi.

Una volta c’erano i problemi di linguaggio e navigazione. Una semplice interrogazione dell’ hard drive tramite MS-DOS richiedeva un minimo di conoscenza dei comandi. E poi, quanti di noi hanno “segnato su un foglio” il “percorso” (unico e preciso) per arrivare ad un determinata destinazione su windows 95?

Ecco, oggi abbiamo il lusso di sistemi operativi veramente intuitivi che necessitano una comprensione anche a livello base della lingua italiana, con n-mila possibilità per arrivare da A a B (aprire un documento, per esempio… si può fare da “documenti”, da un collegamento sul desktop, dall’ interno dell’applicazione stessa…).

Ma gli utonti aumentano. Ecco le maggiori perplessità:

  • Gestione utente/password. Confondere gli account e non recepire che OGNI account richiede un utente e una password diversi, che non si possono usare a casaccio – TRANNE quando l’applicazione in questione permette il log-in tramite un’altra applicazione (tipicamente twitter, facebook e google, ma anche altri).
  • Capire le differenze tra connessione/rete locale/internet/web/browser/sistema operativo/applicazione. Per alcuni utonti, la percepita interscambiabilità di queste parole rende una conversazione con un Geek Doc impossibile.
  • Sapere gestire/selezionare/valutare i risultati delle ricerche con Google. Una ricerca che porta 3 milioni di risultati potrebbe apparire assolutamente ingestibile ad un Utonto.
  • L’inglese. Ooooh, grande punto dolente. Il web nasce, vive e condivide in lingua inglese. Le applicazioni più belle sono in inglese, i commenti più preziosi sono in inglese, i paesi di madrelingua inglese attivi sul web sono la maggioranza. E allora? Si fa un manifestazione “NO all’inglese” o si impara?
Le problematiche cambiano – ma il digital divide anziché diminuire, aumenta. Noi siamo dei Geek che vogliamo bene agli Utonti. Ed abbiamo pure pazienza. Ma, Utonti:
“You heard it here first, se avete un’attività nei settori B2C (azienda che vende al consumatore) Geekatevi, e svelti!”

 

 

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