Social media e il settore turismo – coppia perfetta! Ma la capacità di engagement in inglese stretto?
Ragazzi si parte! L’approccio verso i social media degli albergatori, ristoratori, gestori dei musei, proprietari dei locali, il management dei luoghi di cultura, e tutti quei settori coinvolti in qualche maniera nell’economia del turismo in Toscana è in evoluzione. Sono settori praticamente nati per esistere sui social media; settori B2C piacevoli e divertenti – si parla di vacanze, di tempo libero, di divertimento, di benessere e fa proprio piacere parlare di questi argomenti. In più spesso i clienti target (stranieri/giovani) sono già molto preparati all’utilizzo dei social networks.
E ci vogliono veramente ore per portare risultati concreti su un account social media creando interazione, partecipazione, ENGAGEMENT.
Ora, fare tutto questo nella TUA lingua è un conto. Farlo in inglese è davvero un altro paio di maniche! L’arte di arrangiarsi con solo 30 parole, due risate e un sacco di gesti va benissimo quando il cliente è davanti a te. Ma sui social media? Molto meno “arrangiarsi”, e molto più “arte”!
La solita risposta al prima commento è “Us too. See you then” (tanto vale scrivere, “si ho capito, tanto la prenotazione ce l’ho io, ci vediamo a settembre” e la conversazione finisce).
Invece in questo caso l’azienda fornisce informazioni utili per la stagione della visita, nomina una specialità locale di (quella) stagione, suggerisce un’attività molto interessante e indirizza il cliente a leggere un altro suo post pertinente.
L’azienda si dimostra autorevole e informata, disposta a condividere la sua conoscenza e genera una conversazione che sarà letta da molte persone e non soltanto dal singolo utente che interagisce direttamente.
Questo si che è engagement. Obbravi!
Strategie di Investimento per Piccoli Budget – BTO 2011
Quest’anno anche exout partecipa all’evento BTO. Suzi Jenkins parlerà nella Hall F alle 11 del 1/12/2011
Suzi Jenkins descriverà il social media marketing. Aprire un profilo su un social network non è sufficiente per avere successo, le reti sociali devono essere presidiate!
Quali sono i social network che aiutano la promozione della struttura e quali sono i criteri per sceglierli?
Suzi Jenkins, responsabile dell’agenzia exout specializzata nella comunicazione aziendale sui social media, presenta le nuove frontiere della comunicazione.
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Are you In-sight?
Non è più un mistero che i social media rappresentino una grandissima opportunitàper le imprese e, allo stesso tempo, non è più un mistero che l’utilizzo dei social media per svolgere la propria attività d’impresa non sia così immediato come aprire un account.La possibilità di ascoltare e dialogare in maniera interattiva con il proprio pubblico di riferimento diventa uno degli elementi caratterizzanti del nuovo modo di concepire il marketing e la comunicazione, e lo sarà sempre di più in futuro. Non solo. Fino a qualche anno fa era impensabile avere a propria disposizione degli strumenti analitici che potessero monitorare in tempo reale e gratuito gli andamenti delle comunicazioni aziendali e il loro impatto.
Facebook Insights, appena fresco di aggiornamenti massici e importanti, permette, ad esempio, di avere una analisi dettagliata dell’impatto di un singolo post, il numero degli utenti unici che lo hanno visionato, la sua viralità, il potenziale della pagina in base al numero dei fan e così via.
Gli insights rendono facebook un strumento di comunicazione più user friendly e avvicinabile per le aziende che, imparando ad analizzare le sue informazioni, potranno migliorare e svilupparenuove strategie di marketing e comunicazione.
Are you In?
Web 2.0 e social media – il bello, il brutto e il cattivo
Mamma mia, ci è andato giù peso! Il testo che segue è quello originale. Non importa capirlo precisamente, parola per parola, sotto trovi in poche parole italiane quello che voleva dire questo cliente.
This may be the best [restaurant] in the WORLD … but only if it is open during the peak tourist season!! We spent a lot of time trying to find this hard to find place, only to be greeted by a sign at the door saying (in Italian) …. “Closed for the month of August.” We were tired and disgusted. To me, this shows how little respect the restaurant has for its customers/clients. If a restaurant does not show this basic respect of being “available” when you most need it, its food and service must be suspect. This was our basic reasoning. If the owner/staff wanted a holiday, they could always have taken it away from the tourist season … maybe they are in the wrong business!! I understand that this happens with many European restaurants – but this can’t happen with a top rated one! And of course … we now know why the European/Italian economy is in such trouble!
2. che vuole infamare questo locale a tutti i costi (si capisce da cosa scrive)
3. che lui lo ritiene un locale pessimo ANCHE SE NON CI HA MAI MANGIATO
Insomma dà un voto bassissimo, perché il locale era chiuso quando lui si è presentato, e chiuso per un motivo assurdo (agli occhi di chi non è italiano) – perché era agosto!
L’azienda in questione è un ristorante, mamma, babbo e figliolo. Occupano la posizione numero uno, NUMERO UNO, su TripAdvisor, per quanto riguarda i ristoranti a Firenze. Ti pare poco? A quanto pare non lo sanno nemmeno, perché non hanno reclamato il locale, cioè non hanno preso la gestione dell’account in mano, non rispondono alle recensioni, non inseriscono dati aziendali (orari, prezzi, piatti particolari ecc.), non partecipano alla conversazione globale.
Ma loro se lo possono permettere, sono al posto numero uno. Il ristorante più bello di Firenze (secondo TripAdvisor, che comunque non è l’ultimo arrivato). Un cliente che li infama su un mezzo pubblico probabilmente non avrà un effetto sostanziale sul loro fatturato a fine anno. Probabilmente.
Che dicono di voi? Dove lo dicono? Perché lo dicono? Ha un effetto sul vostro fatturato? Siete anche voi così forti da poter resistere alla diffamazione sui vari piattaforme social 2.0? O no?
Giornalismo innovativo e crowdsourscing
E’ uscita da pochi giorni la seconda edizioni di Longshot, un magazine che rispetta tutti i canoni del modello innovativo:
24 ore per raccogliere i contenuti
24 ore per organizzare, e realizzare la rivista
l’edizione su carta viene stampata con sistemi di print on demand
i contributi di giornalisti, scrittori, grafici, creativi arrivano online da diverse parti del mondo, secondo le logiche del crowdsourcing
è possibile acquistare la versione stampata da qui
Il giornalismo partecipativo e il crowdsourscing, non sono una novità, ma ancora tanti restano scettici a trattare questi argomenti.
L’esempio di Longshot è l’ennesima dimostrazione che si può fare, basta utilizzare gli strumenti giusti e avere degli obiettivi comuni.
Roi su Social Media – misurare l’efficacia dell’investimento?
Pubblicità, promozione, visibilità, passaparola… le possibilità sono tante. Ma la domanda è una sola. Come si fa a dire che funzionano? Come si fa a misurare la loro efficacia? Come si fa ad essere sicuri che si tratta di un investimento sensato che ha un ritorno in termini di fatturato? E ancora di più, come si fa a misurare quel ritorno? Qual è la risposta????
Le risposte son tante. Ma tante tante tante. Tutte parziali, tutte insoddisfacenti, tutte interpretabili, tutte verosimili, tutte giuste.
Oscar Wilde ha detto “Che se ne parli in bene o in male, l’importante è che si parli di noi”. Con la comunicazione web siamo sicurissimi di soddisfare questo requisito. Ma ci basta?
La comunicazione sta cambiando. Da meccanismo unidirezionale (da azienda a utente) diventa bidirezionale (da azienda a utente e viceversa) e multi direzionale (tra utenti e azienda, tra azienda e utenti … e tra utenti con l’esclusione dell’azienda).
Come aziende non possiamo più dettare le regole del gioco, i contenuti della conversazione, il messaggio recepito dal cliente – ma possiamo sentire, interagire, osservare, commentare, reagire, partecipare alla conversazione globale che, con e senza il nostro consenso e consapevolezza, avviene comunque.
E’ tanto? E’ poco? Ora come ora forse non lo sappiamo, ma è il meglio che abbiamo! Sfruttiamo l’occasione!
#4sqday: siamo pronti a festeggiare!
Il 16 Aprile si festeggerà in tutto il mondo il Foursquare Day, un’occasione per incontrare e conoscere i nostri amici/nemici virtuali. Perché nemici? Perché con alcuni di loro siamo costantemente in competizione per una mayor o per il numero di badge .
In Italia sono stati organizzati due eventi: uno a Milano ed uno a Bologna (da Foursquare Italia – progetto di Mimulus). E noi saremo all’evento bolognese!
Armati di scarpe comode e di telefoni (sperando che le batterie non ci abbandonino sul più bello) siamo pronti a scoprire la città tra check-in, foto, tweet e buona compagnia.
Facebook cambia, exout reagisce.
Pagina aziendale su Facebook
Facebook è in continua evoluzione, e, adattarsi costantamente diventa una vera competenza. Questa volta, sono stati i profili pubblici a modificare, nuove funzionalità, struttura e layout.
exout sfrutta le potenzialità dei cambiamenti, usando mezzi apparentemente “poveri” per comunicare le proprie competenze. Abbiamo modificato la nostra pagina aziendale utilizzando le nuove opzioni.
Ma non finisce qui! Facebook ci offre una sfida in più – continuerà ad anagrammare la parola exout, ma avrai una possibilità su 120 di vedere le lettere composte nel modo giusto! Fai una prova !
Linkedin + Facebook = BranchOut
Linkedin + Facebook = BranchOut
BranchOut è un’applicazione integrata a Facebook con lo scopo di creare una rete di contatti professionali. Al momento dell’iscrizione è possibile importare il proprio account di Linkedin, senza perdere troppo tempo nel creare l’ennesimo profilo.
L’idea di fondo di BranchOut è di cercare lavoro fra gli “amici veri” di Facebook.
Perché come spiega Kevin Efrusy, uno degli investitori della start-up: “ Se consideriamo in che modo la maggior parte della gente ottiene un lavoro, è attraverso i loro veri amici”
Nonostante la sua diffusione virale, il buzz nella rete non è del tutto positivo, e molti stanno esprimendo pareri dubbiosi al riguardo. Il gruppo nato su Facebook “io odio BranchOut” ne è la prova.
E voi cosa ne pensate?
RENZI: il sindaco social più amato d’Italia
Renzi il sindaco più amato d’Italia. Ecco il risultato del Governance Poll 2010, realizzato da IPR Marketing per il Sole 24 Ore. Con il 67% dei consensi il sindaco fiorentino comanda la classifica dei sindaci italiani, ma non solo: Renzi è uno dei primi sindaci ad utilizzare gli strumenti social nel suo piano di comunicazione. Facebook, twitter, blog, friendfeed, flickr, youtube, podcast, sono i social media utilizzati per dialogare con i cittadini e non solo.
“Dobbiamo cogliere la grande opportunità offerta dai social network: la possibilità di conoscere il proprio interlocutore, per instaurare con lui un rapporto diretto e personale”. Ecco cosa diceva Matteo Renzi all’incontro “Le nuove frontiere del Social Networking”organizzato da ToscanaIN il gennaio scorso in Dada e possiamo dire che lui ce la sta mettendo tutta!
Che ci sia una relazione tra l’utilizzo dei social media e il consenso?
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