Agosto 2014 – il fatto che continua a piovere non vi dice nulla?

chiuso per ferie

#poveraitalia

Praticamente tutti gli anni ci scappa un post sarcastico/ironico sul fatto che l’Italia continua a lavorare solo 11 mesi all’anno, nonostante “la crisi”, poca produttività, instabilità economica del Paese ecc. Via, ve la dico tutta. Tutti gli anni questo post scappa a me. Nel mio ruolo aziendale di mediatore tra le culture latine e anglosassoni mi trovo spesso a spiegare (soprattutto sugli account social che gestiamo per il turismo qui a Firenze) differenze culturali (parliamo di bidet, morbidezza/durezza materassi, sistemi di aria condizionata deboli, scale strette e buie, niente cappuccino dopo cena ecc.). Ma non solo, mi tocca pure evitare casi di incomprensioni internazionali anche con i proprietari delle strutture (specialmente quando si tratta di commenti negativi su tripadvisor, ah lì ne vediamo delle belle).

Ma nonostante il mio ruolo di mediatore culturale, la mia grandissima comprensione della cultura e delle tradizioni del mio Paese adottivo, come la chiusura di agosto, dopo 21 anni in Italia, mi manda tutt’ora in bestia.

Adoro il fatto che posso parcheggiare dove voglio e quando voglio, che non ci sono code al supermercato, che riesco a fare tre volte di più quando lavoro perché le “rotture” sono sostanzialmente ridotte. Mi piace andare al bar a prendermi qualcosa da bere in silenzio totale. Una passeggiata serale a Firenze (fuori della ZTL) diventa una cosa piacevole invece che uno stress.

Estate 2014

Estate 2014

Però trovo davvero incredibile che un Paese che deve (da tempo) tirare su le maniche a darsi da fare, trovi possibile, anzi fattibile ed accettabile chiudere per un mese intero (eh so lo so, ci sono le aziende che chiudono solo per 1/2/3 settimane, ma la mentalità #goslowinaugust domina, ed anche chi rimane a lavorare lo fa con mezzo cervello addormentato con la scusa “agosto”). Sì, sto generalizzando, certo che ci sono eccezioni. Ma #dopeyaugust è un lusso che non ci possiamo permettere, perlopiù quando lavoriamo con mercati internazionali (vogliamo che i nostri clienti internazionali ci prendano sul serio o no?).

Fa caldo? Ci sono paesi dove fa molto più caldo che in Italia, e riescono sempre a lavorare. Tradizione storica? Insomma, è una tradizione che si è sviluppata tra il 1930 e il 1960; è una cosa storica in un Paese dove i palazzi costruiti nel 1400/1500 sono una normalità. Risposta? No, è un fenomeno abbastanza recente.

Ma ora abbiamo anche Madre Natura della nostra parte. Fate le vostre valigie, subitevi lo stress colossale di portare le famiglie/amici in giro su strade intasaste, pagate i prezzi più alti dell’anno, e prendetevi pure tutta l’acqua che vi cascherà addosso. Ma lo vedete che ora stanno arrivando segnali forti che ad agosto si lavora come tutti gli altri mesi e le ferie le possiamo anche prendere in altri mesi?!

E noi a exout, che ci siamo sempre, giorno e notte, tutti giorni (non tutti noi è chiaro, ma organizzandoci sempre) ad agosto ci divertiremo a leggere di chi sta male in vacanza, e proporremo tutti i possibili ed immaginabili #pielfieatwork per festeggiare chi ha avuto il buon senso di de-stagionalizzarsi!

Buone vacanze – che la pioggia sia con voi!

#pielfieatwork

#pielfieatwork

 

 

Be Sociable, Share!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>