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Social media e il settore turismo – coppia perfetta! Ma la capacità di engagement in inglese stretto?

27 gennaio 2012, scritto da Suzi

Ragazzi si parte! L’approccio verso i social media degli albergatori, ristoratori, gestori dei musei, proprietari dei locali, il management dei luoghi di cultura, e tutti quei settori coinvolti in qualche maniera nell’economia del turismo in Toscana è in evoluzione.  Sono settori praticamente nati per esistere sui social media; settori B2C piacevoli e divertenti – si parla di vacanze, di tempo libero, di divertimento, di benessere e fa proprio piacere parlare di questi argomenti. In più spesso i clienti target (stranieri/giovani) sono già molto preparati all’utilizzo dei social networks.

 

E ci vogliono veramente ore per portare risultati concreti su un account social media creando interazione,  partecipazione, ENGAGEMENT.

Ora, fare tutto questo nella TUA lingua è un conto. Farlo in inglese è davvero un altro paio di maniche! L’arte di arrangiarsi con solo 30 parole, due risate e un sacco di gesti va benissimo quando il cliente è davanti a te. Ma sui social media? Molto meno “arrangiarsi”, e molto più “arte”!

La solita risposta al prima commento è “Us too. See you then” (tanto vale scrivere, “si ho capito, tanto la prenotazione ce l’ho io, ci vediamo a settembre” e la conversazione finisce).

Invece in questo caso l’azienda fornisce informazioni utili per la stagione della visita, nomina una specialità locale di (quella) stagione, suggerisce un’attività molto interessante e indirizza il cliente a leggere un altro suo post pertinente.

L’azienda si dimostra autorevole e informata, disposta a condividere la sua conoscenza e genera una conversazione che sarà letta da molte persone e non soltanto dal singolo utente che interagisce direttamente.

 

Questo si che è engagement. Obbravi!

 

Christmas Tweet

16 dicembre 2011, scritto da Delia

Tre anni di attività portati a conclusione.

Tanti amici nuovi; clienti, contatti, fornitori, collaboratori, stagisti, direttori di banca ed altro ancora.

Siamo “happy on the inside”, e poi è pure natale. Un momento per dire grazie a tutti voi, in questo momento di particolare felicità exout-iana.

Grazie e buon natale.

 
Christmas Tweet 2011

Un racconto: 50 minuti di BTO

2 dicembre 2011, scritto da Suzi
Ieri ho avuto un’opportunità bella – ma non mi sono accorta nemmeno io di quant’era bella!Sono stata invitata da Danilo Beltrante a parlare all’interno del Focus di BTO “Strategie d’Investimento per Piccoli Budget”, un titolo molto molto invitante per le migliaia di piccole strutture della penisola italiana. Il gruppo del panel che Danilo ha creato era composto da:

 

ed io

Un documento eccellente  generale sull’argomento era stato creato da Marco il giorno prima, ed ha fornito a tutti quanti una base solida e condivisa per il nostro intervento.

Danilo è stato un presentatore perfetto, con la sua doppia identità di proprietario di una struttura sul territorio locale (con tutte le sue perplessità reali nei confronti degli vari argomenti e quindi con domande dirette e sincere) ed il suo ruolo di co-fondatore di In Your Tuscany (con una sensibilità particolare verso le reali esigenze degli operatori del settore in senso più ampio).

Era la prima volta che visitavo il BTO di persona, pur avendolo sempre seguito in streaming. E’ stata anche una precisa scelta aziendale in passato utilizzare i pass gratuiti che ci venivano offerti per inviare i nostri stagisti a fare le loro prime esperienze da social media reporter e blogger.

E’ stata un’esperienza meravigliosa da più punti di vista. La Stazione Leopolda è davvero un ambiente, pur non essendo enorme, di impatto fortissimo. Le sue mura e pavimenti raccontano storie di tempi Fiorentini passati, e fanno da spettacolare sfondo per parlare del futuro del territorio locale, nazionale ed internazionale.

Sono stata molto colpita dal numero di persone presenti al nostro intervento – sicuramente qualcuno voleva esserci e altri ci sono capitati per caso. Ma tutti erano interessati, tutti ascoltavano, nessuno è andato via. Certo l’argomento era fortemente interessante (quando trattiamo di soluzioni per piccoli budget, per forza abbiamo l’ascolto di almeno il 95% della aziende italiane!), ma è stato comunque piacevole notare il livello di concentrazione nei partecipanti, con diversi che hanno anche preso appunti abbondanti.

Il fatto che il wifi BTO ha avuto un attimo di rigetto non è stato molto gradito! Avevamo pensato ad un hashtag individuale per il nostro intervento (#btosipb), ed è stato ampiamente twitterato durante la nostra ora di gloria, ma senza che fossimo in grado di farlo vedere alla platea. Un peccato.

Personalmente l’intervento è stato interessante anche perché non conosco proprio benissimo il settore del turismo online, quindi Salvatore, Federica e Simone mi hanno pure insegnato qualcosa con i loro interventi.

Le domande alla fine dell’intervento sono state tante, troppe per il tempo rimasto, e al termine di tutto ci siamo trovati davanti al palco una fila ordinata (!!) di proprietari di strutture da tutta Italia – chi con domande, chi voleva un biglietto da visita, chi a fare complimenti. Mi ha colpito – non me lo aspettavo minimamente.

Forse era da aspettarsi. Forse ho sottovalutato la “sete” quasi maniacale di aiuti chiari e comprensibili in materie veramente “incomprensibili” per tanti piccoli operatori del settore turismo. Forse ancora una volta mi devo ricordare che proprio il mio lavoro (la funzione aziendale trasversale per eccellenza – la comunicazione) mi porta a conoscere un pochino tanti settori, ma realmente in profondità nessuno. E magari non sempre mi ricordo quanto il “mio” mondo sia incomprensibile per chi guarda dall’esterno.

Ma probabilmente questa volta ho trovato proprio il settore che dovrei impegnarmi a capire meglio, dal quale si percepisce fortemente una richiesta di aiuto, ma allo stesso tempo il terrore di impegnarsi su una strada così apparentemente complessa, difficile e incontrollabile. La fiducia incrollabile tra cliente e fornitore diventa la chiave per andare avanti a rivoluzionare questo settore.

Ecco. Tutto questo in solo 50 minuti di Focus alla BTO. E’ tanta roba!

Grazie Danilo.
Grazie Marco, Salvatore, Simone e Federica.
Grazie Robert, of course.

Si fa di nuovo l’anno prossimo?

Strategie di Investimento per Piccoli Budget – BTO 2011

29 novembre 2011, scritto da Suzi

Quest’anno anche exout partecipa all’evento BTO. Suzi Jenkins parlerà nella Hall F alle 11 del 1/12/2011

Per saperne di più - Presentazione Panel BTO

Suzi Jenkins descriverà il social media marketing. Aprire un profilo su un social network non è sufficiente per avere successo, le reti sociali devono essere presidiate!

Quali sono i social network che aiutano la promozione della struttura e quali sono i criteri per sceglierli?

Suzi Jenkins, responsabile dell’agenzia exout specializzata nella comunicazione aziendale sui social media, presenta le nuove frontiere della comunicazione.

Seguite anche su twitter: #btosipb

Bye bye Google Wave, bye bye happiness, hello loneliness, I think I’m gonna cry, bye bye my love goodbye

25 novembre 2011, scritto da Suzi

Google dice …

Dear Wavers,

More than a year ago, we announced that Google Wave would no longer be developed as a separate product. At the time, we committed to maintaining the site at least through to the end of 2010. Today, we are sharing the specific dates for ending this maintenance period and shutting down Wave. As of January 31, 2012, all waves will be read-only, and the Wave service will be turned off on April 30, 2012. You will be able to continue exporting individual waves using the existing PDF export feature until the Google Wave service is turned off. We encourage you to export any important data before April 30, 2012.

If you would like to continue using Wave, there are a number of open source projects, including Apache Wave. There is also an open source project called Walkaround that includes an experimental feature that lets you import all your Waves from Google. This feature will also work until the Wave service is turned off on April 30, 2012.

For more details, please see our help center.

Yours sincerely,

The Wave Team

 

Are you In-sight?

22 novembre 2011, scritto da Luca
Non è più un mistero che i social media rappresentino una grandissima opportunitàper le imprese e, allo stesso tempo, non è più un mistero che l’utilizzo dei social media per svolgere la propria attività d’impresa non sia così immediato come aprire un account.La possibilità di ascoltare e dialogare in maniera interattiva con il proprio pubblico di riferimento diventa uno degli elementi caratterizzanti del nuovo modo di concepire il marketing e la comunicazione, e lo sarà sempre di più in futuro. Non solo. Fino a qualche anno fa era impensabile avere a propria disposizione degli strumenti analitici che potessero monitorare in tempo reale e gratuito gli andamenti delle comunicazioni aziendali e il loro impatto.

Facebook Insights, appena fresco di aggiornamenti massici e importanti, permette, ad esempio, di avere una analisi dettagliata dell’impatto di un singolo post, il numero degli utenti unici che lo hanno visionato, la sua viralità, il potenziale della pagina in base al numero dei fan e così via.

Gli insights rendono facebook un strumento di comunicazione più user friendly e avvicinabile per le aziende che, imparando ad analizzare le sue informazioni, potranno migliorare e sviluppare nuove strategie di marketing e comunicazione.

Are you In?

SkypeIn rimane out in Italia

2 novembre 2011, scritto da Luca

 

Il servizio SkypeIn, che permette di avere un numero online sul quale l’utente può ricevere chiamate dai telefoni fissi e mobili e rispondere da Skype in qualsiasi luogo esso si trovi, è presente in numerosi paesi. Era presente anche in Italia fino al 29 settembre 2011 quando Eutelia, che forniva la numerazioni geografiche acquistabili tramite SkypeIn, ha spento gli interruttori secondo quanto imposto dal provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico (prot. 59624 del 14 luglio 2011)

Il travaglio era cominciato questa estate quando Skype avvertiva i clienti attraverso una nota, pubblicata anche dal Codacons, della possibile chiusura del servizio a causa del cambiamento delle condizioni e delle modalità offerte da Eutelia se non si fosse trovato un accordo tra la stessa Skype, Eutelia e il Ministero.

Ma di che accordo stiamo parlando? Eutelia, nello smentire le precedenti affermazioni di Skype in un comunicato ufficiale, sottolinea che il problema è da ricercarsi nel provvedimento ministeriale e nella normativa italiana a cui Skype non si è mai conformata. Infatti, le norme italiane fissano dei limiti per l’assegnazione dei numeri VoIP: è possibile utilizzare il numero solo nell’area geografica di residenza. Ad esempio, se si acquista un numero che ha prefisso 06 esso potrà essere utilizzato solo a Roma.

L’accordo tra le parti non si è mai trovato e dal 29 settembre, un giorno prima della scadenza della proroga che era stata concessa a Skype per adeguarsi, Eutelia ha disattivato le numerazioni. Qualcuno può spiegarci perchè è stata staccata la spina il giorno prima?! Comunque, tutti gli utenti che avevano acquistato un numero online e che non sono riusciti a fare la portabilità del numero su altri operatori si sono trovati “senza telefono”. Immaginate la frustrazione e il terrore degli imprenditori che avevano fatto del servizio SkypeIn un elemento cardine della propria comunicazione aziendale e che hanno subito, a causa di questo siparietto, un danno economico non indifferente. Basti pensare, per esempio, al materiale aziendale stampato che faceva riferimento al numero Skype (biglietti da visita, brochure ecc.) per poter essere contattati e ai clienti che non sanno più chi chiamare. Tutto da rifare. Inoltre, il servizio offriva una serie di vantaggi che permettevano di abbattere i costi aziendali come quello di telefonare a prezzi molto competitivi e la possibilità di effettuare chiamate di lavoro da parte dei dipendenti dislocati in punti diversi del territorio a spese dell’azienda senza dover fornire cellulari aziendali.

La situazione è degna dello scenario italiano attuale. Un caos. Da una parte rimane incomprensibile come Skype abbia potuto attivare un servizio ignorando una normativa voluta da una delibera Agcom del 2006 e dall’altra, come fa notare anche la rivista online Wired.it, si sarebbe potuto trovare un escamotage, anche se non perfetto, che avrebbe potuto evitare il disastro:” Un’idea è fare come in Francia, dove Skype fa firmare all’utente una dichiarazione secondo cui risiede nella città per la quale richiede il numero. In modo analogo fanno alcuni fornitori VoIP di numeri geografici italiani”. Qual è il motivo che ha impedito l’accordo?

Inoltre, sarà pur vero che la legge non ammette ignoranza, ma per quale ragione ci deve essere una normativa che limita l’utilizzo del VoIP all’area geografica di residenza? Non sarebbe stato più opportuno, se si vogliono mettere dei paletti, limitare l’utilizzo del numero online di Skype al territorio italiano? Sentiamo parlare in continuazione di mercato libero, di liberalizzazioni, e quindi di una minore ingerenza dello Stato nell’attività economia, ma la realtà, in Italia, rimane sempre la stessa: burocrazia e norme che limitano lo sviluppo, la concorrenza e gli investimenti. Un’altra opportunità mancata, quindi, di creare ricchezza e posti di lavoro.

I migliaia di utenti danneggiati meritano giustizia, adeguati risarcimenti e chiarezza sulla vicenda. Intanto il Codacons è pronto a partire con un’azione legale nei confronti di Skype. Vedremo come andrà a finire.

 

Buona settimana a tutte le PMI

5 ottobre 2011, scritto da Delia

Settimana Europea delle PMI (2011)

Siamo nel bel mezzo della Settimana Europea dedicata alle PMI, inizitiva che coinvolge tutti i Paesi dell’ Unione Europea e che si concluderà domenica 9 ottobre.
Gli obiettivi principali di questa lunga settimana fitta di eventi sono:
- promuovere lo spirito imprenditoriale
- informare le imprese sugli aiuti di cui possono beneficiare.

 

Per uscire dalla crisi economica dobbiamo innanzitutto fare affidamento sulla creatività, sulla flessibilità e sulla capacità di trovare soluzioni delle PMI. Insieme, siamo già riusciti a migliorare le cose. Ma dobbiamo fare di più. Abbiamo bisogno di più PMI, perché sono loro le vere forze motrici della crescita

Günter Verheugen,
Vicepresidente della Commissione Europea

 

Buona settimana a tutte le PMI :)

Buona settimana a tutte le PMI

Web 2.0 e social media – il bello, il brutto e il cattivo

6 settembre 2011, scritto da Suzi

Mamma mia, ci è andato giù peso! Il testo che segue è quello originale. Non importa capirlo precisamente, parola per parola, sotto trovi in poche parole italiane quello che voleva dire questo cliente.

This may be the best [restaurant] in the WORLD … but only if it is open during the peak tourist season!! We spent a lot of time trying to find this hard to find place, only to be greeted by a sign at the door saying (in Italian) …. “Closed for the month of August.” We were tired and disgusted. 
To me, this shows how little respect the restaurant has for its customers/clients. If a restaurant does not show this basic respect of being “available” when you most need it, its food and service must be suspect. This was our basic reasoning. 
If the owner/staff wanted a holiday, they could always have taken it away from the tourist season … maybe they are in the wrong business!!
I understand that this happens with many European restaurants – but this can’t happen with a top rated one! And of course … we now know why the European/Italian economy is in such trouble!

TripAdvisor

Cosa dice esattamente questo cliente?

1. che è arrabbiato (si capisce da come scrive)

2. che vuole infamare questo locale a tutti i costi (si capisce da cosa scrive)

3. che lui lo ritiene un locale pessimo ANCHE SE NON CI HA MAI MANGIATO

Insomma dà un voto bassissimo, perché il locale era chiuso quando lui si è presentato, e chiuso per un motivo assurdo (agli occhi di chi non è italiano) – perché era agosto!

L’azienda in questione è un ristorante, mamma, babbo e figliolo. Occupano la posizione numero uno, NUMERO UNO, su TripAdvisor, per quanto riguarda i ristoranti a Firenze. Ti pare poco?  A quanto pare non lo sanno nemmeno, perché non hanno reclamato il locale, cioè non hanno preso la gestione dell’account in mano, non rispondono alle recensioni, non inseriscono dati aziendali (orari, prezzi, piatti particolari ecc.), non partecipano alla conversazione globale.

Ma loro se lo possono permettere, sono al posto numero uno. Il ristorante più bello di Firenze (secondo TripAdvisor, che comunque non è l’ultimo arrivato). Un cliente che li infama su un mezzo pubblico probabilmente non avrà un effetto sostanziale sul loro fatturato a fine anno. Probabilmente.

Che dicono di voi? Dove lo dicono? Perché lo dicono? Ha un effetto sul vostro fatturato? Siete anche voi così forti da poter resistere alla diffamazione sui vari piattaforme social 2.0?  O no?

Dalla A alla Z – multisettoriale a bestia!

24 agosto 2011, scritto da Suzi

Turismo, ristorazione, tecnologia laser, pubblica amministrazione, enogastronomia,  mercerie, design ed arredamento, associazioni professionali, comunicazione 2.0, associazioni sportive, tecnologia 2.0, informatica, eventi privati online, eventi internazionali online, charter yacht, traduzioni e localizzazione dei testi, editoria, grafica, social networks …. lavoriamo per tutti questi settori.

Ecco il nostro mondo. Veramente senza limiti.

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